A prima vista, il Guatemala si presenta come un paese più evoluto rispetto ad Honduras, Nicaragua e Haiti. Ma sotto l’apparenza dei cartelloni
pubblicitari e delle nuove costruzioni della capitale, non è per nulla differente, in quanto a povertà, dagli altri paesi dell’America Latina.
Dopo 35 anni di guerra civile, i guerriglieri e l’esercito nazionale hanno firmato un trattato di pace il 29 dicembre 1996.
Sfortunatamente, però, la firma di questo trattato di pace non ha sanato le ferite del passato, né alleviato le sofferenze e i problemi della popolazione. Tanti bambini sono stati abbandonati dalle famiglie distrutte dalla guerra e dalla povertà. Molti dei pequenos vengono, infatti, dai quartieri più poveri e dalle strade della città, ma anche dai paesi circostanti dove i conflitti non sono mai cessati, ed entrano in orfanotrofio gravemente malati; gran parte di loro hanno già contratto l’aids che, in queste zone, è un vero flagello.
Tutte le strutture di N.P.H. in Guatemala si trovano nella località di Chimaltenango, a nord ovest di Guatemala City.
Nel mese di Dicembre 1996, Nuestros Pequeños Hermanos ha ottenuto dal Governo locale l’autorizzazione ad ospitare presso le sue strutture (in affitto) i bambini orfani.
Attualmente sono oltre 300 i bambini che dimorano presso la famiglia di N.P.H. in Guatemala.
La famiglia è in continua crescita, ma non i locali a disposizione. Le case attualmente sono separate le une dalle altre, non come in Messico dove vi è un’unica grande casa per tutti. Questo crea grossi problemi pratici innanzitutto ai bambini, ma anche ai visitatori.
Nel giugno 1998, finalmente, si è trovata un’area adeguata alle necessità dei bambini: San Andrés Itzapa, vicino a Parramos; una parte di questo terreno è stata
acquistata il 29 aprile 1999 e i lavori per scavare le fondamenta sono iniziati nel novembre dello stesso anno. Nella primavera 2000 sono iniziati i primi lavori di costruzione che
continueranno grazie al sostegno dei donatori. Secondo i progetti, questa casa potrà dare asilo ad oltre 500 bambini. Si prevede di riunire all’interno di questa costruzione non solo
i dormitori, ma anche la scuola, per evitare inutili spostamentii. La costruzione più urgente è la clinica medica al cui finanziamento ha contribuito, con grande gioia, proprio
N.P.H. Italia grazie alla generosità di tanti donatori. L’ufficio sarà l’ultimo ad essere trasferito. Per la fine del 2001 si spera anche di poter iniziare la costruzione di una chiesa.
Un ulteriore obiettivo è di raggiungere l’autosufficienza alimentare, come in altre case: perciò, si prevede di costruire una fattoria e uno stagno artificiale per allevare pesci che saranno nutriti con gli scarti degli altri animali (per realizzare una catena alimentare atta a contenere il più possibile gli sprechi).
Il tasso di mortalità infantile è molto elevato, poiché i bambini vengono abbandonati a se stessi e non ricevono le cure necessarie. Com’è noto, la terapia per i malati di aids è molto costosa, pertanto, N.P.H. non sempre riesce a fornire la cura a tutti i bambini; ciò è veramente disarmante per i medici e i volontari che danno il massimo ogni giorno per salvare i bambini.
L’obiettivo è di insegnare ai bambini orfani e abbandonati che crescono qui a diventare cittadini responsabili, capaci di condividere ciò che ricevono e a collaborare tra loro come fratelli. Ad ognuno vengono affidati compiti quotidiani: tutti fanno turni in cucina, nei magazzini e assistono i più piccoli. Ricevono amore e sicurezza, ma imparano anche che non sono i soli ad aver sofferto e che, quindi, a loro volta possono dare amore: vengono organizzate visite ai carceri minorili, agli ospedali, agli ospizi per anziani, dove cantano, ballano o semplicemente cercano di fare compagnia.
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