LEVIN JOSUE FUNEZ MARTINEZ
19.11.1996 – 20.01.2001
Quando gli ho rimboccato le coperte la notte prima che ci lasciasse mai mi sarei sognato che sarebbe stata l’ultima volta. Anche se era ridotto in precarie condizioni a causa
della varicella e di una pleurite, non mi ero mai rassegnato a pensare che Levin sarebbe morto.
La cosa, vista dall’esterno, potrebbe sembrare veramente strana o addirittura senza senso, perche’ Levin, di fatto, era un bimbo seriamente ammalato. Era HIV positivo ed anche la piu’ lieve malattia costituiva una minaccia al suo debole sistema immunitario. Realisticamente parlando, le sue possibilita’ di farcela non erano affatto buone. Ma, nell’ultimo anno, avevo osservato Levin e tanti altri bambini sieropositivi lottare contro la loro condizione. Questo autunno, la morte sembrava cosi’ imminente per uno dei nostri sei bambini sieropositivi che I membri della “famiglia” vigilavano al suo capezzale e la nostra falegnameria gia’ preparava la sua piccola bara. Ma, non si sa come, e’ riuscito a recuperare ed ora gioca a calcio e ride con i suoi amici. Un’altra bambina di 10 anni sieropositiva contrasse un Herpes letale alla gamba. Mi ricordo quando tentavo di soffocare le lacrime mentre la guardavo dormire in ospedale, lottando per la vita. Ma, anche lei, si e’ dimostrata piu’ forte del virus.
E Levin...
Il nostro meraviglioso Levin. Il suo corpicino era fragile e scarno, davvero troppo piccolo per un bambino di quattro anni; ma il suo spirito era grande, molto di piu’ dei suoi anni. Gattonava in giro con le orecchie ripiene di cotone, martoriate da continue infezioni. Il suo respiro era spesso irregolare e disturbato. Ma Levin aveva sempre sulle labbra un enorme sorriso senza denti o un luminoso sguardo intenso e determinato. Non era sconfitto dalla sua malattia. L’abbiamo osservato superare tutte le difficolta’ della grave malattia che lo colpivano una dopo l’altra. Innanzitutto aveva imparato a camminare, finalmente, all’eta’ di tre anni. Poi, aveva, piano piano, incominciato a parlare. Ci ha riempiti di stupore, una notte, quando ha detto “Vi voglio bene” con voce limpida ed in perfetto inglese. I suoi piccoli successi erano tutti per noi.
Ma la malattia ha distrutto il piccolo Levin fino al punto che non poteva piu’ combattere. E’ morto Sabato 20 gennaio, nel suo lettino, circondato dalle persone che lo amavano. Ci ha fatto piangere. Ci ha dato il suo amore. Ci ha fatto riflettere. La sua morte ha lasciato una ferita non rimarginabile nei nostri cuori, e ci obbliga a confrontarci con la cruda realta’.
Abbiamo altri 10 bambini sieropositivi che vivono con noi al Rancho Santa Fe’ (N.P.H. Honduras). Non importa quanto li amiamo o quanto strenuamente stiano combattendo, perche’,
alla fine, comunque moriranno.
Pero’, la moderna scienza medica ha trovato incredibili cure per la regressione della malattia, capaci di prolungare ed anche migliorare di gran lunga la qualita’ della vita dei pazienti HIV positivi. Il problema e’ che le medicine sono costosissime, non meno di 8.500 dollari americani, che vuol dire circa 17.000.000 di lire all’anno per bambino. La meta’ dei nostri bambini sono attualmente sottoposti a questo trattamento, ma N.P.H. non riesce a sostenere il costo per aiutarli tutti. Levin non era uno dei fortunati.
Non e’ mai facile dire arrivederci a qualcuno che si e’ amato. E quando questa persona e’ un bambino, il dolore, la sofferenza fisica di perderlo e’ ancora piu’ difficile da sopportare. La morte di Levin ci ha spezzato il cuore per sempre, ma ci riempito di benedizioni con tutti i doni che ci ha lasciato durante la sua breve vita...
...vivra’ per sempre dentro di noi e nei bambini che nel suo nome riusciremo a salvare.
Levin 1 ~ Levin 2 (PDF, inglese)
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