Chi è Padre Richard Frechette?
Quella di Padre Rick - sacerdote, chirurgo dell'Ospedale Pediatrico St. Damien di N.P.H., responsabile di N.P.H. Haiti e...maratoneta - è la storia di una persona “fuori dagli schemi”, di un medico in prima linea in un paese del quarto mondo, di una “Madre Teresa di Calcutta” al maschile...
"Sono stato ordinato nel 1979 presso il monastero dei Passionisti a New York (U.S.A.) e ho deciso di vivere la mia chiamata servendo il Signore attraverso l’opera grandiosa di Padre Wasson ad Haiti dove nella sofferenza e nella miseria di questa popolazione, ma soprattutto in quella dei bambini, ogni giorno contemplo la Passione di Cristo. Dopo poco tempo trascorso ad Haiti, sono tornato a New York perché sentivo la necessità di studiare per diventare chirurgo, per rendermi ancora più concretamente utile; nel 1987 ho terminato i miei studi e la specializzazione e da allora opero in questi luoghi come prete e come chirurgo.
Maratoneta? Sì, perché la mia vita è di corsa e di corsa sono abituato a percorrere i 30 km che separano Kenskoff, l’ospedale di Petionville e l’orfanotrofio, soprattutto quando qualche bambino è in condizioni gravi. Così, ogni anno, faccio la maratona di New York, senza bisogno di allenamento, portando per le strade della città la voce dei miei bambini..."
E’ lui l’anima del progetto di costruzione del nuovo ospedale che finalmente darà uno strumento più adeguato alle energie che già infaticabilmente vengono spese per dare assistenza in loco ai tanti bambini che si raccolgono per le strade moribondi.
Scrive Padre Rick: "Non è necessario commentare la povertà di Haiti, che risulta evidente dai dati registrati dall’O.N.U. nell’ultimo report pubblicato; ma uno dei primi modi in cui questa povertà si è manifestata a noi, nel suo aspetto più drammatico, è la moltitudine di bambini in fin di vita che sono stati abbandonati sulle porte del nostro orfanotrofio nel 1987 quando abbiamo aperto la prima clinica.
Non avevamo i mezzi per offrire a tutti quei moribondi la salvezza, ed infatti la prima clinica che abbiamo aperto era per assistere i bambini in una morte dignitosa e non per offrire loro una speranza di vita.
Presto, comunque, risultò evidente che la maggior parte di quei bambini non sarebbe morta se solo ci fosse stato un posto dove curarli nel modo adeguato. Un posto così non
esisteva in tutta l’area metropolitana, né per ricchi, né per poveri. Ecco perché il nostro ospedale è cresciuto negli anni, salvando un numero incalcolabile di vite nell’ultimo
decennio. L’abbiamo condotto a pieno regime con oltre 1800 ricoveri e oltre 20.000 visite ambulatoriali all’anno, per molti anni, e abbiamo dato assistenza anche a molti bambini in
day hospital.
Nel 1987 il reddito medio pro capite annuo era stimato pari a 360 US $. Oggi, 14 anni dopo, secondo un recente report della World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) è pari a 280 US $. La capitale e tutte le sue strutture sono in decadimento. I poveri sono sempre più poveri e ancora non esiste un centro adeguato dove possano tutti portare i propri bambini quando hanno bisogno di assistenza medica. Attualmente, e mi riferisco sempre ai dati riportati dalla World Health Organization, oltre la metà dei decessi si verificano tra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Qui, precisamente, è dove si focalizza il nostro target di assistenza. Infatti i nostri attuali 100 letti sono occupati da pazienti di età da 0 a cinque anni. Si fa sempre più urgente aumentare i posti letto nel reparto di terapia intensiva: il numero dei psrti limita i possibili ricoveri di bambini affetti per esempio da meningite i quali, senza un immediato trattamento, vanno incontro senza motivo a gravi paralisi per tutta la vita o a ritardi mentali ineliminabili.
L’unica struttura ospedaliera che esiste a Port-au-Prince è stata costruita quando la popolazione era di circa 200.000 persone. Ora la popolazione nell’area metropolitana è di oltre due milioni di persone! Oltre alle dimensioni inadeguate, anche le condizioni di questo ospedale sono fatiscenti e le cure insufficienti anche per chi ha i mezzi per pagare.
In questa abominevole situazione, la costruzione da parte di N.P.H. di un vero e proprio ospedale è attesissima da tutti, da chi sta nei palazzi del Governo e da chi sta nei bassifondi. Tutto il personale attualmente in forza nel vecchio ospedale verrebbe trasferito nella nuova struttura per renderla immediatamente funzionante. Per quanto riguarda le attrezzature, oltre a quelle nuove in dotazione, saranno a disposizione anche quelle attualmente in uso. La copertura dei costi di gestione del nuovo ospedale è garantita dagli stessi fondi che attualmente vengono utilizzati per l’Ospedale St. Damien, di cui è in programma la chiusura e la conversione in nuovi spazi per ingrandire l’orfanotrofio. Tali costi attualmente ammontano a circa 750.000 $ all’anno. Con tale somma si provvede all’assistenza e cure di 1.800 pazienti ricoverati e oltre 20.000 trattamenti ambulatoriali in day hospital, incluse medicine gratuite per tutti.
Vi aspetto"
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