Mario Lagos...

...ha realizzato il suo sogno questa settimana. Il pequeno di 18 anni ha iniziato questa settimana a frequentare i corsi presso l’istituto di Zamorano, una università famosa in tutto il mondo per la sua facoltà di agronomia, a circa un’ora da Tegucigalpa.

“Fin dalle elementari ho sempre desiderato laurearmi in agronomia o agricoltura” – dice Mario – “e ho sempre sognato di poter frequentare l’università di Zamorano.”

Mario è stato ammesso in un gruppo selezionato di studenti del primo anno provenienti da ogni parte dell’America Latina. Ha passato l’esame di ammissione brillantemente e ha ricevuto i complimenti della commissione durante l’esame orale.

“Questa è stata per me una delle cose più importanti nella mia vita – dice Mario – perché poi potrò essere indipendente!”.

Mario ha lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo, guadagnandosi i punteggi studiando molto seriamente alla scuola superiore in NPH. Ma il suo futuro nella tanto sudata università di Zamorano è incerto- Nonostante Mario abbia vinto per merito una borsa di studio parziale di $ 7.500 dall’istituto stesso, dove e ancora trovare l’integrazione di $ 10,000 per pagare la retta annuale.

“E’ una situazione veramente difficile – dice il direttore della casa NPH Honduras, Reinhart Koheler – ecco abbiamo qui a portata di mano un ragazzo che ha lottato per raggiungere un obiettivo importante, e se non siamo in grado di aiutarlo con la retta, tutto svanirà nel nulla,”

Mario ha detto che se riuscirà a terminare i suoi studi universitari con successo, il suo sogno è di tornare nella famiglia NPH e mettere le sue competenze al servizio della sua “famiglia” per migliorare e razionalizzare le coltivazioni all’interno della casa e trasformarla da forma di autosufficienza e sopravvivenza, anche in una forma di commercio per creare una fonte di reddito.

“NPH ha dato così tanto a me che ora vorrei restituire qualcosa” - dice Mario. Mario è uno degli otto fratelli e sorelle entrati nel 1977 nell’orfanotrofio NPH Honduras, quando Mario aveva solo sei anni. Un assistente sociale trovò i fratellini che dormivano tutti insieme in una picolissima baracca sotto un ponte. Mancando l’acqua potabile, erano costretti a lavarsi nel fiume, la cui acqua era di fatto inquinata dai rifiuti provenienti dalle vicine fognature. La mamma non poteva prendersi cura dei bambini perché malata terminale di AIDS, ed il papà, vivo tutt’oggi, non si è mai potuto occupare dei figlioletti perchè doveva mendicare vagabondo. Mario sogna, una volta laureato, di avere gli strumenti per aiutarlo e dargli la possibilità di curare finalmente i suoi figli.

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